Gita sociale a Palma di Montechiaro

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5 e 6 aprile 2008

Gita sociale a Palma di Montechiaro (AG) 

Sulle orme del Gattopardo

    Oramai noi siciliani non ci sorprendiamo più di niente, siamo cosi abituati a vedere i nostri monumenti  rovinati o ancora "turbati" nella loro bellezza che, di sicuro, non potevamo stupirci di quanto visto questo fine settimana a Palma di Montechiaro, fatta edificare nel 1637 da Carlo Tomasi dei principi di Lampedusa.

    Ebbene si, monumenti bellissimi, ma tutto ciò che lo circonda di una bruttura unica, veri e propri obbrobri che riescono a rovinare quanto di bello hanno fatto quelli che storicamente ci hanno preceduti.

    Dopo queste mie esternazioni, non mi resta che fare il punto di questa due giorni. Discreta la partecipazione di equipaggi, che già verso le ore 16.00 si è mossa da Caltanissetta, per raggiungere una via abbastanza centrale di Palma di Montechiaro, debitamente riservata a noi, con apposita ordinanza emessa da quel Sindaco.

    Non appena arrivati, grazie alla guida della locale Pro-Loco, abbiamo dapprima visitato il Palazzo Ducale, spogliato negli anni dei suoi tesori e successivamente ci siamo spostati al Collegio di Maria dove abbiamo potuto ammirare la copia della Sacra Sindone. Prima ancora della solita pizzata, abbiamo potuto apprezzare il Palazzo Scolopi, ex collegio delle Scuole Pie, oggi sede del Palazzo Municipale, con un bellissimo chiostro interno.

    La mattina successiva intensa la visita al Monastero delle Benedettine, che custodisce le reliquie di San Felice e quelle di Suor Maria Crocifissa, al secolo Isabella Tomasi, la Beata Corbera del romanzo "Il Gattopardo". Al termine non potevamo esimerci dell'acquisto dei famosi mandorlati, che oltre ad essere celebri, a prova, debbo ammettere essere anche molto buoni.

    La nostra visita e continuata presso la Chiesa Madre, preceduta da una lunga scalinata, all'interno della quale abbiamo potuto ammirare la Madonna del Castello, piccola scultura in marmo, che per l'intero anno viene custodita presso il Castello di Montechiaro, ma la settimana successiva alla Pasqua, il simulacro viene prelevato da centinaia di fedeli scalzi e condotto in processione in città e dopo una settimana alla Chiesa Madre ed altre tre al summenzionato Monastero, viene ricondotto al Castello, seguita da numerosi muli festosamente bardati.

    Quindi in camper ci siamo spostati al Castello dei Chiaramonte (XIV secolo) per una visita al suo interno. Al termine, non potevamo che trasferirci al lungomare di Marina di Palma per poi il pomeriggio fare rientro a casa.

                                                                                                                    Arcangelo  GRACI