
14/15 NOVEMBRE 2009
E' passato un pò di tempo, ma eccoci nuovamente qui a commentare una nuova gita organizzata dalla nostra Associazione. Stavolta, ci siamo recati in provincia di Agrigento, precisamente a Santo Stefano Quisquina, dove, nella serata di sabato, accompagnati dall'ottima guida della locale Pro-Loco (Katya), abbiamo visitato quel poco che ci offriva la piccola cittadina. Oltre il piccolo centro storico, visita dell'Oratorio delle Suore e della Chiesa del Purgatorio, anch'essa "gestita" dalle suore. Assaggio di formaggi presso un locale di quel centro, pizza e visione della partita dell'Italia.
La mattina successiva, sempre accompagnati da Katya, ci siamo recati dapprima al frantoio "La Macina", dove altra guida ci ha spiegato il ciclo per ricavare l'olio, ovvero i metodi della macina a caldo e quella più rinomata dell'estrazione a freddo, mediante il ciclo continuo delle presse. Al termine degustazione dell'olio appena prodotto a mezzo pane casareccio e via per l'Eremo di Santa Rosalia.
Giunti all'Eremo, posto a circa 1000 mt. di altezza nel cuore della riserva naturale "Monte Cammarata", ancor prima della visita ottima degustazione della ricotta di pecora appena preparata, della zabbinata (ricotta calda col siero e pane raffermo) e quindi pieni di energia iniziamo la nostra visita.
Iniziamo dal Convento con le sue "latrine", per quei tempi sicuramente un privilegio per pochi, quindi le cellette, le cucine, le dispense e la stanza del Principe. Il Convento era autosufficiente, c'era il mulino, il frantoio, il banco e gli attrezzi del falegname, del muratore, del fabbro, del calzolaio e quant'altro, laboratori tutti che abbiamo opportunamente visitato. Quindi ci siamo recati nella Chiesa annessa all'Eremo, costruita negli ultimi anni del '600. Purtroppo la stessa negli anni è stata saccheggiata, sono state asportate preziose tele, sculture e candelabri, opere oggi sostituite con altre di stile moderno.
Continuiamo l'interessante visita recandoci proprio nella grotta, che si narra essere stata il rifugio di Santa Rosalia per ben 12 anni. Rimasta pressoché intatta, ha conservato immutato il suo fascino e l'atmosfera misteriosa cosi come le difficoltà d'accesso. Completiamo con la visita alla piccola cripta ove venivano sepolti i cadaveri degli Eremiti dopo essere disseccati con un procedimento usato dai Cappuccini di Palermo, quindi posti in delle nicchie. Purtroppo i pochi scheletri rimasti sono andati quasi persi a causa dell'imperizia di chi nel tempo le ha mal custodite. A dire della guida, dei specialisti prossimamente cercheranno di recuperarle.
Per scherzare, l'unico cadavere ancora ben conservato è quello di Frà Totò u Pirzisi.
Ancora sazi dell'abbondante ricottata e zabbinata, torniamo a tavola, ma le ottime prelibatezze preparate dalla Società Cooperativa la Quercia Grande, guidata dal gentilissimo signor Giuseppe ADAMO, ci fanno godere di sapori genuini difficili da ritrovare. Iniziamo con una serie di antipasti a base di formaggi, salumi, pane cunzato, frittatine, caponata, polpette di pane col sugo etc, poi pasta con la ricotta ed il pistacchio oppure col pomodoro, quindi salsiccia a forno con patate, insalata, frutta, dolce e caffè, tutto ottimo e genuino, che fanno saziare anche i più esigenti, complimenti da parte di tutti.

Quando sono oramai le 16.00, alla spicciolata rientriamo in sede, di sicuro abbiamo passato un bel fine settimana, e non è detto che in un futuro prossimo altra gita sociale possa essere organizzata in quel sito, in modo di favorire quei Soci che non hanno potuto godere della visita di quei luoghi molto suggestivi e di assaggiare cosi tante prelibatezze.
Arcangelo GRACI