Una gita in Russia

Benvenuti nel sito dell'Associazione Camperisti Nisseni

Viaggio effettuato dai coniugi Lia e Pasquale BUGGEA

    Giungere in Russia con il camper è quasi eroico in quanto, superata la Polonia, non ci sono strade a meno non si voglia dare questo nome ad una fangosa via stretta, buia e percorribile nei due sensi di marcia, continuamente interrotta da lavori in corso ed intasata da autotreni guidati da uomini perennemente ubriachi che sorpassano ogni altro automezzo velocemente e dissennatamente incuranti degli incidenti mortali cui vanno incontro. Superata l'ultima frontiera ed entrati finalmente in Russia, i 700 km che ci separano dalla prima grande città, ci sembrano una lieta passeggiata.    Pietroburgo, chiamata dagli indigeni affettuosamente Peter, ci appare magnifica, davvero la Venezia del Nord: grande, luminosa, pulita, con strade larghe e dritte, chiamate prospettive a quattro corsie per ogni senso di marcia, tanto belle che la nostra Autostrada del Sole, vecchia e rabberciata, al confronto è una malatissima trisavola.

    San Pietroburgo poi Pietrogrado, Lenigrado, Stalingrado ed infine Pietroburgo, ossia la città di Pietro, nasce infatti per volontà dello Zar Pietro il grande alla foce del fiume Neva su 42 isolotti. Pietro scelse la foce di quel fiume per costruire la sua città innanzi tutto per la posizione geografica che era favorevole alla costruzione di un porto che servisse da collegamento con l'interno della Russia attraverso una rete di navigazione fluviale. Inoltre, fattore decisivo fu la vicinanza con l'Europa occidentale in quanto lo Zar era determinato, come scrisse il grande scrittore Puskin, ad aprire una finestra sull'Europa.

    La città fu costruita seguendo criteri efficaci e rapidi ed è grazie al lavoro di architetti italiani, francesi, tedeschi ed olandesi che Pietroburgo ebbe il carattere occidentale che ancora oggi ammiriamo.

    Mille volte distrutta ed altrettante volte risorta, perchè come scrisse il grande scrittore russo Tolstoy, riferendosi all'invasione napoleonica: "...tutto era stato distrutto, restava solo l'immateriale, il grande, il possente e l'indistruttibile...", restava cioè la grande anima russa. Ancora oggi i russi, esprimendo grande meraviglia chiacchierando sugli eventi in cui fummo tutti coinvolti nella seconda Guerra Mondiale, si chiedono e ci chiedono: "Ma Hitler e Mussolini con quanta ignorante presunzione, con quante protervia hanno commesso lo stesso errore di Napoleone? Perchè, ben sapete, noi russi usammo con gli invasori tedeschi ed italiani la stessa strategia vincente che già avevamo sperimentato con i francesi". L'unica risposta è che non esiste guerra che non sia stupida, presuntuosa e cattiva.

    Nuovamente in marcia e finalmente anche noi entriamo a Mosca!  Eccoci infine giunti alla meta, nel fulgore delle cupole dorate delle cattedrali si innalza la capitale, grande e maestosa con il placido fiume Moscova che scorre lento e sornione. Se il Cremlino, sede del potere politico e religioso, occupa il cuore della città, la Piazza Rossa è stata il foro nazionale; infatti lì i cittadini si incontravano per ascoltare editti, per assistere alle esecuzioni capitali e per presiedere alle cerimonie sia di tipo militare che religioso.

    Un viaggio in camper da soli in Russia, oggi non è prudente farlo, in quanto insieme alla democrazia, arrivata per quel popolo in modo veloce e spiazzante, è giunta come damigella d'onore la corruzione. Per cui noi ci siamo affidati al Gruppo Campeggiatori Catanesi il cui Presidente Angelo CANNISTRACI ha organizzato la gita e ne ha affidato la direzione a Gaetano FAZIO che si assunse la responsabilità di guidare, coadiuvato da un'agenzia russa, 29 equipaggi di camperisti.

    Per tutta la durata del viaggio fummo accompagnati da due guide russe e per le escursioni ci furono sempre a nostra disposizione due pullman. Poche parole per lodare il Gaetano FAZIO e la sua gentile consorte i quali, per armonizzare il gruppo, nei momenti di pausa all'interno dei campeggi, organizzavano simpatici incontri offrendo dolcetti e specialità catanesi.

    Anche Pasquale si è distinto aiutando i camperisti in difficoltà per guasti di vario tipo agli automezzi. Nei brevi momenti di riposo riusciva a rimettere in sesto i camper ed il morale dei compagni di viaggio.

    Gli addii sono sempre tristi e tutti, nel riprendere la via del ritorno, sentimmo che il ricordo di questa bella e tormentata nazione non ci avrebbe mai abbandonato.

 Lia  BUGGEA